Ne conoscete altre? Se si tenetele per voi, che già queste sono veramente brutte!
“Quando si ama davvero le parole non servono” disse il pesciolino alla pesciolina.
“L’importante è prendere la palla al balzo” come disse il castratore di canguri.
“Meglio una gallina oggi che un uovo domani”, come disse il gallo.
“Scusate lo sfogo” disse il brufolo.
“Che brutta cera hai oggi!” disse una candela ad un’amica.
“Ci vediamo all’uscita!” come disse la carta igienica al panino.
“Sono molto contento di essere Qui”, come disse il nipotino di Paperone.
“Che combinazione!” disse la cassaforte incontrando una collega.
“Qui c’è qualcosa che non quadra” come disse il cerchio al triangolo.
“Mi stai prendendo per il culo” come disse la bottiglia di Champagne.
“Cosa fatta capo ha” come disse il boia.
“Non sono in vena” disse la goccia di sangue alla siringa
“Oh, come è bianco questo bucato!” disse la mamma al figlio drogato.
“Che fisico!” disse la moglie di Einstein la prima notte di matrimonio.
“Aspettatemi!” come disse l’ultimo dei Mohicani.
“Sei una merda, ma mi piaci” disse la mosca.
“Non essere laconico: sii lacubico!” disse il professore di matematica.
“E’ un altro paio di maniche” disse il gilet.
“E il grosso è fatto” disse la mamma di Ferrara quando partorì
“Non ce la faccio più…” disse quello che la faceva nelle ortiche.
“Mi hai colto… in fragrante” disse il pane al cracker.
“Non so se mi spiego” disse il paracadute. “Spiegati meglio” ribatté il paracadutista.
“Venderemo cara la pelle” come disse Annabella di Pavia.
“Ahi ahi” disse il pisolino mentre tutti lo schiacciavano.
“Tutti possono sbagliare” come disse il riccio scendendo dalla spazzola.
“Grazie per essere venuto” gli disse lei dopo un paio d’ore.
Il maestro disse Kung… e Kung fu.
“Grazie mille” come disse Garibaldi dopo aver conquistato le due Sicilie.
“Non so se mi spiego” disse il tovagliolo.
“E’ meglio tagliar corto” come disse il sarto al nano.
“Siamo agli sgoccioli” come disse il rubinetto guasto.
“Tu non sei che una principiante!” disse la lettera Z alla A.
“Te la farò pagare salata” disse la sogliola dopo aver litigato con l’aringa.
“Sai, l’importante è essere cortesi, così i clienti ritornano volentieri” disse il becchino ad un collega.
“Dio t’assista” come disse un tassista ad un collega.
“Ed io che ti avevo sempre stimato” come disse il geometra misurando un campo.
“Quando giungerà il mio momento voglio essere cremato” disse il cornetto.
“Che stronzo!” disse la tazza del cesso.
“Basta la vista” come disse un sordomuto spagnolo.
“Eccomi interconnesso con l’internet fognario mondiale” come disse un mio amico sedendosi sulla tazza del cesso.
“Quanto sei volgare!” come disse il latino all’italiano.
“Non dare mai niente per scontato” come disse il padrone del supermercato all’ apprendista cassiere.
“Mi sono fatto da solo” disse il drogato buttando via la siringa.
Sapete cosa dice il professore di greco entrando in un’aula piena di fumo e surriscaldata? “Eschilo, Eschilo, che qui si Sofocle… e attenti alle scale Euripide che vi Tucidite”. E la risposta: “Ma chi Senofonte!”.
“Ci vediamo all’angolo!” come disse un muro ad un altro muro.
“L’importante è partecipare” come disse il tizio gettandosi nell’ammucchiata.
“Che bella cintura!” disse lo zero all’otto.
“Qui tira una brutta aria!” come disse l’agente della CIA entrando in un cesso pubblico.
“C’era una volta…” come disse la candela.
“Qui non si riesce più ad andare avanti!!” disse la moglie del gambero.
“Ho bruciato le tappe” come disse il nano che aveva bruciato le nane.
“Chi è questo tizio?” come dissero Caio e Sempronio quando videro il fratello.
“Sa di tappo” come disse la ballerina baciando il nano.
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